Il diamante è molto ricercato non solo per la sua incredibile limpidezza, ma soprattutto per le sue proprietà intrinseche, quest’ultime molto apprezzate nel campo delle lavorazioni industriali.

Il diamante, assieme alla grafite, costituisce una delle forme allotropiche (elementi chimici che esistono in diverse forme) del CARBONIO: un elemento, difatti, può esistere in due o più forme fisiche, le quali essenzialmente differiscono per il modo in cui sono legati e quindi disposti gli atomi all’interno del reticolo cristallino.

 

Il diamante è un cristallo trasparente composto da atomi di carbonio a struttura tetraedrica.  ha durezza dieci secondo la scala di Mohs e colore molto variabile; per la sua tipica lucentezza, dovuta all’elevatissimo indice di rifrazione, è molto ricercato come gemma mentre la varietà opaca è utilizzata per scopi industriali.

 

 

I diamanti hanno origine nel mantello terrestre, dove esistono le condizioni di altissima pressione ed elevatissima temperatura necessarie alla loro formazione.

Si pensa che i diamanti ritrovati in superficie provengano da una profondità tra i 150 e i 225 km sotto terra.

I cristalli riaffiorano in superficie nella crosta terrestre, inglobati in una roccia contenente molta Olivina detta KIMBERLITE, da condotti vulcanici mediante eruzione nel corso dei millenni.

Questo dà origine ai camini diamantiferi dei giacimenti primari. In seguito, mediante erosione, la kimberlite può venire sgretolata, liberando i diamanti in giacimenti secondari, generalmente di tipo alluvionale.

E’ dunque la rarità del diamante, la sua struttura atomica, a definirne la preziosità e pertanto il maggior valore in termini economici sul mercato mondiale.