Fino a qualche anno fa, chi era interessato all’acquisto di un diamante si doveva fidare ciecamente dell’esperienza e dell’onestà del suo interlocutore e non aveva molte garanzie e strumenti per verificare la qualità delle pietre.

Negli ultimi anni  la cosa è cambiata, a livello mondiale sono stati introdotti criteri rigidi per classificare le pietre questi criteri possono far capire all’acquirente che tipo di diamante sta acquistando e quale è la sua reale qualità.

Questo tutela chi acquista e rende più chiaro quali sono i fattori che incidono su prezzo e valutazione delle pietre.

 

Le 4C del diamante

Questa sigla sta ad indicare le 4 caratteristiche principali con le quali si classificano i diamanti e ne determinano il valore (qui sotto le 4C prese dalla normativa originale in inglese):

  • Carat (Peso in Carati)
  • Colour (Colore)
  • Clarity (Purezza)
  • Cut (Taglio)

1) Colore

Le gemme del tutto incolori e trasparenti, che sono le più pure, vengono definite “Colourless”, contrassegnate dalla lettera D. Seguono le quasi incolori o “Near Colourless” e le colorate o “Slighty Tinted”.

Alcuni stati o regioni europee o città o enti (AnversaNew YorkSvizzeraScandinavia e Francia) hanno adottato varie sotto-nomenclature per le tre classi di colori su descritte. I diamanti possono assumere quasi tutte le colorazioni, che sono dovute ad impurezze o difetti strutturali: il giallo ambrato e il marrone sono le più comuni, il rosso, il rosa e il blu sono le più rare.

È da rilevare che i diamanti incolori non appaiono tali alla vista, in quanto le sfaccettature riflettono i colori dell’ambiente circostante; come per altre gemme incolori, muovendole i colori cambiano rapidamente (questo effetto, molto intenso nei diamanti, è detto “brio” o “fuoco”).

I diamanti “neri” non sono veramente tali, ma piuttosto contengono numerose inclusioni che danno ad essi un aspetto scuro, anche se oggigiorno data la richiesta del mercato i diamanti di qualità scadente vengono trattati artificialmente per ottenere tale colore

 Il Gemological Institute of America (GIA) classifica i diamanti di colore giallo a bassa saturazione e marrone come diamanti nella scala normale del colore, e applica una scala di valutazione dalla ‘D’ (incolore di purezza eccezionale) alla ‘Z’ (giallo chiaro).

Il GIA classifica i diamanti che hanno colorazione intensa con il termine fancy (che può essere tradotto con fantasia).

 

 

La colorazione più rara è quella dei diamanti rossi o rosa (che non raggiungono mai dimensioni notevoli), seguiti da quelli blu. Anche i diamanti verdi sono estremamente rari.


2) Purezza

consiste nella classificazione delle dimensioni e del numero delle impurità presenti all’interno della pietra tramite un esame con una lente a 10 ingrandimenti e viene espressa con una delle seguenti sigle:

SIGLA INGLESE DESCRIZIONE
IF Internally Flawless Internamente Pura
VVS1 / VVS2 Very Very Small Inclusion Inclusione piccolissima (difficilissima da vedere)
VSI1 /VSI2 Very Small Inclusion Inclusione molto piccola (difficile da vedere)
SI1 / SI2 Small Inclusion Inclusione piccola (visibile facilmente)
P1 / P2 / P3 Piqué Inclusione visibile ad occhio nudo

 

 

 


3) Taglio 

Prima del taglio, il tagliatore dovrà tenere conto della forma del grezzo, del taglio che vuole ottenere, le proporzioni del taglio, la simmetria.

In base alla qualità del taglio i diamanti sono stati suddivisi in  categorie:

“excellent” (simmetria/proporzioni eccellenti perfette)

“very good” (simmetria/proporzioni ottime o con irrilevanti difetti);

“good” (simmetria/proporzioni inferiore);

“fair” (simmetria/proporzioni con difetti notevoli)

“poor” (scadente, con difetti più grandi e/o numerosi).


4) Peso (Carati)

I diamanti si pesano in carati. Un carato equivale esattamente a 0,2 grammi. Il carato può essere suddiviso in punti che equivalgono ad 1/100 di carato, in passato si usavano anche i grani che equivalgono a 1/20 di grammo.

La parola deriva dall’arabo qīrāṭ (قيراط “ventiquattresima parte”), a sua volta derivante dal greco kerátion (κεράτιον, diminutivo di keras [κέρας] ovvero “corno”), (siliqua del carrubo), i cui semi avrebbero una massa eccezionalmente uniforme, di circa 1/5 di grammo.

Già dall’antichità e fino al medioevo il carato è stato utilizzato per la pesatura di quantità molto piccole e tuttora rimane l’unità di misura ponderale dei diamanti, delle pietre preziose in genere e dell’oro.

Il carato fu rapportato e definito con precisione solo nel 1832 in Sudafrica, il luogo di maggior produzione ed esportazione di diamanti del mondo, dove ne fu stabilita la connessione con il sistema metrico decimale: pesando con una bilancia a braccia uguali più semi di carruba ed eseguendo poi la media aritmetica dei valori ottenuti ne derivò un valore pari a circa 0,2 grammi. Successivamente la quarta Conférence générale des poids et mesures del 1907 adottò come valore del carato (detto carato metrico) una unità di massa di 0,2 grammi.

 

Con queste approccio valutativo dell 4C  potrai chiedere informazioni precise ed essere più consapevole di cosa stai comprando. Che colore ha questo diamante? quante impurità ha? che taglio è? e quanti di quanti carati è? Con queste semplice ma chiare domande potrai renderti conto se una pietra è a buon mercato, costosa o fuori prezzo.

Ti consigliamo comunque di affidarti solo a venditori esperti che vendono solo diamanti con certificazione ufficiale GIA/HRD/IGI.

Tutti i diamanti venduti da noi di diamante sicuro rispettano questi standard, hanno certificato ufficiale internazionale e sono naturali, se vuoi saperne di più o vuoi un preventivo senza impegno non esitare a contattarci.