Grazie alla sua durezza, il diamante può essere graffiato soltanto da altri diamanti ed è in grado di conservare la lucidatura per lunghi periodi di tempo

è quindi adatto ad essere indossato quotidianamente resistendo molto bene all’usura, e di conseguenza è ampiamente usato in gioielleria.

 

Il taglio dei diamanti grezzi per trasformarli in gemme da gioielleria è un’operazione molto delicata e difficile.

La forma più comune di taglio del diamante è quella rotonda, denominata a brillante.

Con questo termine si identifica un taglio rotondo con minimo 57 faccette, a cui si aggiunge una tavola inferiore (non sempre esistente).

 

 

Altri tipi di taglio, tra i più conosciuti e diffusi sono:

il taglio a cuore, a brillante ovale, a marquise o navette, huit-huit, a goccia, a taglio smeraldo, a carré, a baguette, a trapezio, a rosa olandese, a rosetta, princess, il radiant, il barion ed il cushion.

 

 

Il maggiore centro per il taglio dei diamanti è stato per molto tempo la città di Anversa in Belgio, dove lavorano ancora, nel Diamantkwartier (quartiere dei diamanti), oltre 12.000 tecnici e impiegati tra tagliatori, lucidatori e addetti alla commercializzazione.

Recentemente si è però imposta a livello mondiale, per il taglio, la città indiana di Surat.

Si valuta che attualmente oltre l’80% dei diamanti (specie quelli di piccola caratura) sia tagliato in questa città.

 

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